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Piazza Mercantile e la colonna infame – Bari

Chiamata così a partire dal XVIII secolo, piazza Mercantile  era la più importante dell’epoca rinascimentale, sede del mercato pubblico e centro vitale dell’attività commerciale di Bari vecchia. Questa piazza, che fungeva da cerniera tra il borgo e il mare, rimase in una zona extra moenia (fuori dalle mura) fino al XIV secolo, periodo in cui divenne il polo di un nuovo sistema viario grazie al programma di rinnovamento promosso da Isabella d’Aragona (1501-1524). Dall’età rinascimentale fino allo scorso secolo, fu il fulcro dell’attività giudiziaria, politica, amministrativa e militare di Bari grazie alla presenza del Palazzo del Seggio, dell’Arsenale e della Residenza della Dogana.Un tempo a Bari i debitori insolventi, bancarottieri e falliti, venivano puniti in un modo del tutto insolito: anziché andare dritti alla gogna, come succedeva altrove, venivano legati alla Colonna della Giustizia ed “esposti al pubblico”. Non è difficile quindi capire il perché la colonna, che tuttora possiamo vedere in centro a Bari Vecchia, porti questo nome, anche se molto più spesso viene identificata come Colonna Infame.

La colonna sorge in piazza Mercantile, proprio accanto al Palazzo del Sedile, ed è costituita da una colonna di marmo bianco sormontata da una sfera e da un leone di pietra accovacciato alla base, che al petto porta la scritta Custos Iusticiae, custode della giustizia. Secondo alcuni studiosi, la colonna risale a metà Cinquecento e fu fatta erigere per volontà di Pietro di Toledo, il viceré spagnolo, che emanò un decreto per rendere meno dura la pena della berlina. La colonna rappresentava quindi una sorta di gogna cittadina, ma evidentemente molto meno dura: i condannati venivano fatti sedere a cavallo del leone col sedere all’aria e le mani legate alle colonna.

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